Per non Dimenticare Mafia Capitale.

Per non Dimenticare Mafia Capitale.

Eh si, si sa che il vizietto degli Italiani è quello di essere “scordarelli”. Rischiariamo a loro la memoria.

Un buon inizio è ricordare a tutti ciò che è avvenuto e cio chè avviene da oltre un decennio, uno su tutti, Roma (MAFIA) Capitale.
E’ servito in seguito oltre all’azione della procura, l’intervento di Papa Bergoglio in seguito per fare dimettere Ignazio Marino il sindaco “Buono”

 

di BRUNO DETASSIS

procura di Roma ha parlato di verminaio. Ma più si va avanti nelle indagini, più si apre una Roma parallela, politica, partitica, da mafia sudamericana, con un giro d’affari superiore allo spaccio di droga. Appalti e partiti sono la scena del crimine impunito che ha retto le sorti della Capitale. Tangentopoli è niente rispetto al sistematico controllo del potere attraverso la minaccia, le mazzette. Un antistato vivo e operante.

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Tanto che con l’inchiesta “Mondo di mezzo”, ora il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro dovrebbe inviare una commissione di accesso presso il Comune, valutare l’eventuale condizionamento malavitoso dell’ente. Se la risposta fosse affermativa, sarebbe clamoroso: Comune di Roma sciolto per mafia!

Le primarie Pd
Luca Odevaine, vicecapo di gabinetto del sindaco Walter Veltroni, viene ritenuto un esponente dell’organizzazione e infatti Salvatore Buzzi conta sulla possibilità che diventi capo di gabinetto di Marino «così ci si infilano tutte le caselle… qualche assessore giusto… ci divertiremo parecchio».

Sulla stampa si legge di tutto, tutto quello che la procura di Roma lascia in mano ai cronisti. Ad esempio ecco una raccolta scelta di passaggi interessanti selezionati dal Fatto Quotidiano e da noi sintetizzati così. A ottobre 2012 Carminati, ex terrorista Nar e banda della Magliana, si informa con Buzzi: «Come siete messi per le primarie?» e lui risponde: «Stiamo a sostene’ tutti e due… avemo dato 140 voti a Giuntella e 80 a Cosentino che è proprio amico nostro».  Buzzi annuncia però a novembre: «Noi oggi alle cinque lanciamo Marroni alle primarie per sindaco eh!». Il 22 gennaio 2013, nell’ipotesi di un cambio di giunta, afferma: «È vero, se vince il centrosinistra siamo rovinati, solo se vince Marroni andiamo bene».
Marroni poi diventerà deputato del Pd mentre l’altro «amico» Daniele Ozzimo è nominato assessore alla Casa. Tutti restano comunque inseriti nella «rete» che ha continuato a garantire affari e potere.

Intanto per il pupillo del Pd, Odevaine, le ragioni degli arresti stanno qui: pericolo di reiterazione dei reati per “la gravità e il numero dei reati commesi, estesi per un periodo superiore ai tre anni, la sua capacità di penetrazione delle istituzioni, la sua pervicacia a piegare le funzioni che svolge all’interesse suo personale e quello dei suoi corruttori, quale evidenziato dai fatti contestati, che ricostruiscono solo una parte della sua illecita attività sono elementi che depongono per un’intensissima pericolosità sociale”. Il gip nel motivare le esigenze cautelari per Luca Odevaine, ex capo della polizia provinciale, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘mafia di Roma’, è durissimo. Quanto alla sussistenza del pericolo di fuga il giudice ricorda che Odevaine “ha interessi in Venezuela, Paese in cui si reca spesso, la capacità economica per ivi recarsi, il movente alla fuga dato dalla pena assai grave che in concreto è ragionevole verrà irrogata”.03-Inchiesta Roma.EPS

 

La torta dell’accoglienza per gli stranieri vista da sinistra

L’ex capo della polizia provinciale aveva un ruolo chiave e “nella sua qualità di appartenente al Tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale” gli si contesta di aver compiuto atti contrari ai suoi doveri d’ufficio “al fine di creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dai soggetti economici riconducili a Buzzi e Coltellacci (entrambi della societa’ Eriches 29, ndr.)”. Capito la solidarietà?

Alla modica cifra per ricambiare il favore? Odevaine “riceveva una retribuzione di 5.000 euro mensili”. Nello stesso capo d’imputazione e’ citato anche Mario Schina (responsabile del Decoro urbano del Comune dal 2005 al 2007 durante la giunta Veltroni) ora agli arresti domiciliari, perché ritenuto “intermediario” in cambio di 1.500 euro mensili.

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Altro che Panda rossa… Buzzi reuccio in Campidoglio

Mentre l’attenzione era sulle multe di Marino e la sua Panda rossa, Salvatore Buzzi, girava indisturbato negli uffici e alla buvette del Campidoglio. Il presidente della Cooperativa 29 giugno, in carcere perché in affari con la banda di Massimo Carminati, dispensava saluti e abbracci a un mare di gente….

Buzzi era un “compagno” che aveva sbagliato. Dopo il carcere per omicidio doloso, quando esce si inventa una coop per aiutare gli ex carcerati e persino Miriam Mafai, affascinata dalla sua redenzione, della sua vita ne fa un servizio. Ma da lì a mettere in piedi una cooperativa da 60 milioni l’anno… ce ne passa.  Con la giunta Rutelli, la coop fa il salto di qualità e lavora giorno e notte….

Ecco le parole di Buzzi, ancora (prima delle elezioni comunali del 2013): “La cooperativa campa di politica, perché il lavoro che faccio io lo fanno in tanti, perché lo devo fare io? Finanzio giornali, faccio pubblicità, finanzio eventi, pago segretaria, pago cena, pago manifesti, lunedì c’ho una cena da ventimila euro pensa…questo è il momento che paghi di più perché stanno le elezioni comunali, poi per cinque anni…poi paghi soltanto…mentre i miei poi non li paghi più poi quell’altri li paghi sempre a percentuale su quello che te fanno. Questo è il momento che pago di più… le comunali, noi spendiamo un sacco di soldi sul Comune”.

Ancora la cupola sulle primarie del Pd

“Vedi – spiega Buzzi al socio  Giovanni Campennì – i nostri sono molto meno ladri di… di quelli della Pdl”. Sperano di puntare su Marroni, ex capogruppo del Pd in Campidoglio, ma poi si ritira e in pista resta Marino. “Ma come me tocca votà Marroni – dice Alessandro Montani – questa volta veramente mi incazzo, se non voti Alemanno veramente …ti sputtano a tutto il mondo… l’ho detto a tutti, ho detto guarda che l’unico che ci ha guadagnato qualche cosa da Alemanno è stato Salvatore!”. Marroni va a Montecitorio e “ormai Umberto colle cose del Comune non c’entrerà più niente, eh!”, chiarisce Buzzi.

 

Alemanno: “…questo mi onora molto…”

Poi c’è la figura di Daniele Ozzimo, vicino a Marroni e in corsa per il Campidoglio (assessore, ora si è dimesso). Ecco  l’sms che Micaela Campana, capo del Welfare del Pd, ex moglie di Ozzimo, invia a Buzzi: “…bacio grande Capo”.

Poi c’è la volta che Buzzi interpella Claudio Milardi, dello staff di Alemanno, chiamandolo. “compagno”. “Compagno Milardi ti passa il compagno Alemanno”. E Alemanno: “Allora? Ma è vera ‘sta storia del disgiunto?”. Buzzi: “Facciamo il disgiunto, facciamo. Ozzimo ed Alemanno”. E il sindaco: “Eh, questo…questo mi onora molto”.

Ma il voto va come va e Alemanno lascia il posto a Marino, il giochetto del voto disgiunto lo lascia a piedi. Però Buzzi è all’opera subito,  “in giro per i Dipartimenti a saluta’ le persone”, spiega a Carminati perché occorre “vendere il prodotto amico mio, eh. Bisogna vendersi come le puttane ades…adesso”. E  Carminati: “e allora – dice a Buzzi-mettiti la minigonna e vai a batte co’ questi amico mio, eh… capisci”. Poi si aggiornano: “Ohhh…me so’ comprato Coratti”, spiega Buzzi sul sodalizio con il presidente dell’Assemblea Capitolina, Pd (ora dimessosi).

Devono piazzare i dirigenti nei punti chiave

Poi ancora a Carminati: “Senti poi forse..è pure prematuro dirlo però il novanta per cento siamo riusciti a piazzà l’amico nostro al Quinto Dipartimento (politiche sociali, ndr) e quindi avemo fatto bin.. (inc)..lui non ce voleva andà, gli avemo garantito duemila euro al mese in più noi… ‘vacce, te damo duemila euro in più’”. Quello è un posto chiave “… perché oggi non c’avemo nemmeno informazioni.. non sapemo quello che succede non sapemo niente..”.

Ma le telefonate vanno avanti: “Senti un po’ se senti Gramazio (capogruppo di Forza Italia in regione Lazio, ndr) che intenzioni c’hanno loro con Marino perché se fossero abbastanza seri dovrebbero fallo cascà a Marino…”  E Carminati: “No, loro stanno facendo (…) …loro stanno facendo un’operazione direttamente con Zingaretti per sistemarsi Berti questi qua, pe sistemasse…perché de Zingaretti se fidano de Marino non se fida nessuno…”.

Di Zingaretti si parla anche in un’altra conversazione: secondo il giudice: “a Luca Odevaine dava 5mila euro al mese, a Mario Schina dava 1500 euro al mese, ad “un altro che tiene i rapporti con Zingaretti 2500 al mese. Un altro che tiene i rapporti con il Comune 1500,un altro a 750…..un assessore a 10mila euro al mese”.

 

Da Carminati 500mila euro

“Io c’ho… c’ho… i soldi suoi – racconta Buzzi – lui sai cosa m’ha detto quando… c’aveva paura che l’arrestavano (…) è venuto da me dice ‘guarda qualunque cosa succede ce l’hai te, li tieni te e li gestisci te, non li devi dà a nessuno, a chiunque venisse qui da te… nemmeno mia moglie’, non so’ soddisfazioni?”.

In mano loro l’Anticorruzione

L’ultimo colpo che stavano tentando, secondo gli inquirenti, gira attorno a Giovanni Quarzo, indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso, che chiede agli uomini di Carminati un aiuto per ottenere la Presidenza della Commissione Trasparenza, organo che controlla la regolarità dei bandi, delle procedure di assegnazione degli appalti e dei lavori dell’Assemblea capitolina. Così i controllati diventano i controllori. C’erano quasi riusciti.

Fonte

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2 thoughts on “Per non Dimenticare Mafia Capitale.

  1. Siamo alle solite: se la mia convinzione è esatta, ossia che la politica è ricerca del potere, allora è vero che il mantenimento del potere passa attraverso strumenti che, per logica conseguenza, non possono essere politici. La delinquenza viene asservita al potere! Ecco perché prendersela con una sola persona, il sindaco, appare far parte del sistema; egli diventa il capro espiatorio da sacrificare, ma tutto il sistema rimane intatto, anche se la magistratura smantella qualcosa. Il nocciolo è la mancanza di cambio di coscienza, se questo non avviene il malaffare cambieranno solo pelle, rimanendo fedeli al principio: andare a braccetto con la politica. Le primarie di Napoli dimostrano apertamente questo: Non si muove foglia se la malavita, la disonestà, non voglia!!

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