Glifosato da Tiffany.Ma non è un film.

Glifosato da Tiffany.Ma non è un film.

Sottotitolo: La prestigiosa rivista medica The Lancet Oncology  parla di rischi per leucemie infantili, malattie della pelle, malformazioni neurovegetative., linfomi.  Nessun turbamento, per azionisti, scienziati, fiancheggiatori vari del sistema: loro non mangiamo cibi transgenici, e le loro ville sono lontane dalle zone di coltivazione.Quanto agli altri, sono semplici danni collaterali di un affare da molti miliardi di euro l’anno.

 La UE vuole rendere permanente l’uso di questo agente cancerogeno.

Nel consueto silenzio dell’informazione scritta e televisiva, a Bruxelles si sta consumando un nuovo crimine contri i popoli europei. La Commissione UE, nella persona del commissario greco alla Salute ed alla Sicurezza Alimentare , sta cercando, ed ovviamente troverà il modo di rendere permanente l’autorizzazione all’uso del glifosato, il diserbante più usato al mondo. In queste settimane, c’è stato un fermo nelle iniziative legislative dei dittatori comunitari, che, giova ripeterlo sempre, sono immediatamente esecutive in tutti i 28 Stati una volta sovrani dell’Unione .

Il Glifosato è un agente cancerogeno?

Basterebbe verificare la drammaticità della situazione argentina: il grande Paese sudamericano ha dovuto riconvertire gran parte della produzione agricola , ed è oggi il massimo fornitore al mondo di soia geneticamente modificata, con oltre 22 milioni di ettari coltivati, oltre la metà dei campi coltivati a cereali . Il glifosato è il famoso Roundup Monsanto, resistente al pesticida. Una coppia fissa, da anni, quella delle sementi OGM, casualmente di proprietà delle multinazionali già nominate , e del glifosato, il cui metabolita che molti chiamano killer , l’acido aminometilfosfonico, è presente nel mais, nella soia, nella colza e nel cotone OGM.

Le immagini del fotografo argentino raccontano il dramma di un terzo della popolazione Argentina.

EL COSTO HUMANO DE LOS AGROTÓXICOS. COME IL GLIFOSATO STA UCCIDENDO L’ARGENTINA

Il glifosato, uno degli erbicidi più usati al mondo in campo agricolo, ha effetti devastanti e drammatici sulla salute delle persone che sono costrette a vivere in suo contatto. Questa volta a sostenerlo non è un’organizzazione ambientalista o, meglio ancora, qualche agenzia che fa capo all’Organizzazione mondiale della sanità. Lo dimostra, con immagini e testimonianze, un reportage realizzato da Pablo Ernesto Piovano, un fotografo argentino che nel 2014 ha deciso di documentare la condizione della popolazione del suo Paese che lavora o vive nei pressi dei campi coltivati a soia OGM dove si usano dosi massicce di diserbanti.

 

Il costo umano dei pesticidi

Il reportage si chiama El costo humano de los agrotóxicos, il costo umano dei pesticidi, ed è stato esposto all’edizione 2015 del Festival della fotografia etica di Lodi. Le foto di Piovano sono una denuncia senza appello alla Monsanto, la multinazionale che si è inventata l’accoppiata OGM-Roundup, ovvero la coltivazione di soia geneticamente modificata abbinata all’utilizzo del diserbante Roundup (al quale la soia è resistente) che contiene glifosato.

“Questo lavoro è stato dettato dal mio amore per la natura. Ho lavorato per trovare prove su questa situazione, trascorrendo giorni interminabili da solo con la mia macchina fotografica, viaggiando per oltre 6.000 km sulla mia auto di vent’anni, per dare il mio contributo affinché tutto questo finisca”, ha dichiarato Piovano a Burn, il magazine dedicato ai fotografi emergenti.

La scelta sciagurata dell’Argentina

Tutto ha avuto inizio nel 1996 quando il governo argentino ha deciso di approvare la coltivazione e la commercializzazione di soia transgenica e l’uso del glifosato senza condurre alcuna indagine interna, ma basando la sua decisione solo sulle ricerche pubblicate dalla Monsanto. Da allora, la terra coltivata a OGM è arrivata a coprire il 60% del totale e solo nel 2012 sono stati spruzzati 370 milioni di litri di pesticidi tossici su 21 milioni di ettari di terreno. In quelle stesse terre, i casi di cancro nei bambini sono triplicati in dieci anni, mentre i casi di malformazioni riscontrate nei neonati sono aumentate del 400%. A dir poco incalcolabili i casi di malattie della pelle e i problemi respiratori riscontrati senza motivo apparente nei giovani come negli adulti.

Un terzo degli argentini soffre per colpa del glifosato

Un’indagine recente, secondo quanto riportato da Burn, ha calcolato che 13,4 milioni di argentini (un terzo della popolazione totale) ha subito gli effetti negativi del glifosato. A fronte di tutto ciò, l’Argentina non ha preso alcuna decisione per bloccare questo dramma, né ha commissionato nuovi studi per capire cosa stia accadendo alla popolazione.

Il reportage, però, non è passato inosservato vincendo diversi premi come il Festival internacional de la imagen, in Messico, e si è piazzato al terzo posto del concorso POY Latam, nella categoria “Carolina Hidalgo Vivar el medio ambiente”. Ma l’omertà e la forza di una multinazionale del calibro della Monsanto sono nemici duri da sconfiggere, molto più potenti dell’evidenza e del dolore.

Tommaso Perrone

fonte 

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