Colle Pardo tra luci ed ombre.La fattoria degli animali ricciaroli

Colle Pardo tra luci ed ombre.La fattoria degli animali “ricciaroli”

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A distanza di questi anni quali effetti ha sortito sulla occupazione, se non la costituzione di una onlus, ed il rispettivo portale  che potete vedere qui

Chissà se ottenuto mediante l’impiego di volontari informatici?

Gli obiettivi  – ma potete leggerli accuratamente nel portale- erano per lo più questi di seguito.

“Linee direttive e strutturali del Piano

Dalle premesse fin qui riportate e, ricollegandoci a quanto affermato da Emilio Cianfanelli e dal Pres. Nicola Zingaretti a Palazzo Chigi il 13 maggio 2011, la Visione che abbiamo del Colle e la Missione che vogliamo sviluppare seguono due idee di fondo: a) portare in auge le vocazioni proprie del territorio: la Bellezza paesaggistica, la funzione naturalistica – ecologica, la ricchezza storica – antropologica – archeologica; b) stimolare con il nostro progetto un modello di sviluppo economico e un rapporto con il territorio, che sia virtuoso, che assicuri nuove forme di lavoro e sia in armonia con la natura.”

Qui sotto il “finanziamento” della regione Lazio che è andato a coprire un mutuo acceso presso la Toniolo di Genzano , come ci riporta sempre la valente giornalista, che è stato necessario per partecipare all'”ASTA”. La somma per l’acquisto complessiva ha sfiorato un milione di euro.

Ecco i benefici portati da questo milione di euro.

 

Sentite cosa dice il vicepresidente della ONLUS creata ad Hoc, partecipante nelle liste della Italia Dei Valori di Di Pietro ad Ariccia, la stessa lista scomparsa quando si trattava di presentare le firme per la “legittima difesa” di cui abbiamo parlato qui.

Collina di Collepardo all’asta: intervista a C.L.
[…..] “Infine ci sono motivazioni di tipo diciamo sentimentale: pur essendo privato, finora da sempre le giovani generazioni sono salite lassù in cima per fare l’amore, o suonare la chitarra intorno ad un fuoco, o dipingere e disegnare… ora tutto versa in uno stato di grave abbandono e non è per niente agevole nemmeno seguire il sentiero principale.“ […]

Inoltre sempre da un quotidiano online. la cui redattrice ha partecipato ad elezioni, come consigliere comunale ad Albano Laziale in quota PD. ( NON TEMETE NESSUN CONFLITTO DI INTERESSE) Chissà se uno stornellatore a contratto potrebbe  dire  “ce la cantiamo e da noi ce la suoniamo, Nannì Nannì….”

[…] “Collina di Collepardo all’asta: intervista a C.L.
….. a fine intervista ha voluto lanciare una provocazione con una domanda che molti protebbero porsi: a che serve spendere soldi pubblici per acquisire un bene come Colle Pardo, tutelato da diversi vincoli ambientali e paesaggistici?

La risposta è la seguente: fermo restando che un conto è vedere un’area verde e un conto è passeggiarci sopra, in questo momento la situazione della tutela ambientale ai Castelli Romani è a dir poco problematica. Infatti l’Ente Parco è commissariato e la maggior parte dei sindaci non vogliono accettare il piano d’assetto proposto (dopo 20 anni!!!!), perchè impedirebbe la concessione di licenze edilizie ulteriori, unica fonte di entrata cospicua in questo momento in mano ai comuni. Inoltre il P.R. di Ariccia dovrà essere aggiornato e le elezioni municipali si avvicinano. Fare uno stralcio di un terreno considerato agricolo dal piano di assetto è roba da pochi secondi…. Un tratto di penna e via….“ […]

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Doppi standard, doppi standard dappertutto.

Una maniera un po semplicistica visto che ogni variazione di destinazione del territorio a questi livelli deve passare attraverso vari organismi, con scogli che per 50 anni, sono rimasti insuperabili.

Chissà se la Vicepresidente ha visto i “tratti di penna”che cita nella  fantasiosa accusa, tratti ancora in “divenire” ed ipotizzati per l’appunto,  ma diventati realtà “ad personam” durante la redazione dei nuclei di recupero dell’abusivismo con consiglieri comunali della giunta in pieno e totale conflitto di interessi? ( le perimetrazioni in oggetto riguardavano la proprietà per l’appunto di consiglieri di maggioranza.)

La politica si fa con la verità o con la bugia cari amici del PD, di SEL e dell’Italia dei Valori. O forse Liste Civiche.

La verità in questo caso è che “Su collepardo nessuno poteva fare nulla?”

A nulla sembrerebbe  servito anche avere appiccato incendi dolosi alla collina di collepardo nel corso di almeno 40 anni di amministrazione succedutesi, i vincoli erano, e sono rimasti  insormontabili, per tutto questo tempo, fino all’acquisto.

Ebbene il PD insieme agli ecologisti ad orologeria, speravano che con l’investimento di danaro pubblico -che ricordiamolo, non ci regala nessuno, e che va ad ingrassare il debito pubblico, e di riflesso la tassazione Italiana tra le più alte d’europa, con pesanti ripercussioni di tagli su servizi essenziali, come  la sanità, ed i disabili – speso a causa di progetti di stratèghi economici che a casa loro hanno quasi sempre fallito, i conti della propria famiglia, ed i conti che ogni buon padre di famiglia deve fare per fare quadrare i bilanci familiari, che non hanno danaro pubblico nelle loro casse, speravano di risollevare le sorti di lavoro, investimenti, benessere?

Abbiamo visto le sterpaglie, e l’incuria nelle quali sta versando la collina, fatto comune anche a strade, paesaggio urbano, decoro cittadino ecc? Chissà se i presupposti che hanno gettato le fondamenta per questo acquisto ( la speculazione edilizia stile Hong Kong proposta da qualche copywriter a contratto) non c’erano, dati gli scogli insormontabili del Parco, – scogli che abbiamo visto all’opera anche per fare una scala mobile ad Ariccia, proposta dall’allora Sindaco Frapppelli – dei vincoli locali, regionali, e di organismi al di sopra di questi?

E siccome non ci sono stati i benefici auspicati dalla onlus, o perlomeno questi sono oscuri alla maggioranza di cittadini di Ariccia che appartengono al cosidetto “mondo di sotto”  e alla “Fattoria degli animali Ariccini” fatta eccezione per qualcuno, direbbe George  Orwell, “più animale di altri” che ha ottenuto un contratto di “favore” per l’uso di parte della collina per realizzarci feste, eventi ecc?  E ha portato in loco iniziative come questa di pura propaganda pro domo propria.

Che i cittadini giudichino quanto benessere ha portato agli Ariccini questa operazione da un milione di euro, due miliardi di lire del vecchio conio. Forse i cittadini avrebbero preferito vedere , in termini di beneficio, una qualche sistemazione delle “scassate carrarecce” che compongono la rete viaria Ricciarola?

Ai Ricciaroli la risposta magari dalle urne del 5 Giugno 2016.

Zappatore Ricciarolo

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